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giovedì 25 febbraio 2010

... IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI...

Invasi da Facebook da cui ci facciamo scippare i nostri pensieri e le nostre emozioni, io ritorno al mio primo amore: questo blog.
Le mie emozioni passano attraverso la musica: e questa che segue è una delle MIE CANZONI.

giovedì 31 dicembre 2009

... HOLA I ADEU...

Butto la televisione che sa solo urlare senza dire nulla, butto i giornalisti che non fanno i giornalisti ma tengo le notizie da terza pagina.

Tengo la tragedia dei 200 immigrati dispersi nel mediterraneo, tengo l’espressione di quella donna di Onna davanti la sua casa rasa al suolo, tengo lo tsunami, le alluvioni , gli incendi e le trombe d’aria,per ricordare che è la natura la proprietaria di casa e noi siamo solo degli avventori.

Elimino dalla lista la spettacolarizzazione e la trasformazione in show della morte di Eluana e tengo tutti i diversi insegnamenti che questa storia ha lasciato ad ognuno di noi.

Butto il fumo negli occhi del summit di Copenaghen ma tengo la raccolta differenziata e la mia bici prestata butto la politica delle parole vuote e tengo il lavoro di un Roberto Saviano.

Getto nella pattumiera la musica fatta solo per fare soldi e mi tengo i cantautori e il rock che ti entra in testa.

Tengo le vittorie di valentino rossi e federica pellegrini e respingo il doping e lo sport affaristico.

Tengo rai tre, la Gabanelli, Antonello Piroso, la 7 e Scaravento via tronisti,Barbare d’Urso, Caterine Balivo e tutte le domeniche pomeriggio.

Tengo la forza e il coraggio, lascio qui le zavorre.

Lancio dalla finestra le lacrime, le incomprensioni e le preoccupazioni e mi tengo stretta la voglia di vivere e di essere.

A mai più caro vecchio 2009.

giovedì 26 novembre 2009

... LOSING MY RELIGION....

Benigni mi ha illuminato.
In uno spettacolo teatrale risalente al 1995, parlava dei comandamenti che Dio a cui, chi più chi meno, ci si rivolge.
Tra le battute e le risate dice essenzialmente una cosa vera; e cioè che al posto di quelle dieci righe che da piccoli ci hanno costretto ad imparare a memoria, basterebbe solo una frase:

AMA E FA CIO' CHE VUOI.
Pensiamo bene a queste parole: se io amo non rubo, se io amo non uccido, se io amo non faccio del male a qualcun'altro.
In questo modo però il male lo crei ugualmente direte voi, certamente...e io vi rispondo: il comandamento "onora il padre e la madre" serve a qualcosa quando non ti riconosci nelle persone che ti hanno allevato? Assolutamente no.
L'importante in questo mondo è cercare di fare il bene, a se stessi e agli altri, così come la nostra anima ci detta. Il che non corrisponde necessariamente a non creare dolore. Delle volte anche se si ama si crea dolore. Ma su questo non possiamo farci nulla, perchè il dolore non può scomparire dal mondo. Almeno ci possiamo provare nel nostro piccolo.
Senza intermediari, senza strutture organizzate, senza tante parole e senza omelie, questa è la mia religione.
Voi, pensatela come volete.

PS. e già che ci siamo la scuola deve essere un'istituzione laica! E per chi crede e ama non è necessario la croce per affermarlo. Altrimenti siamo allo stesso livello dei paesi che impongono la loro religione da cui prendiamo tanto le distanze.

giovedì 12 novembre 2009

...SPICCIOLA FILOSOFIA ...

Ho capito che perdo troppo tempo ed energie mentali nel pensare come qualcosa avrebbe dovuto/potuto essere.
Avrei potuto/dovuto essere meno invasiva e meno aggressiva
Avrebbe potuto/dovuto essere diverso, avrei potuto non sbattermi per guadagnarmi la vita Avrebbe potuto capitare qualcos'altro, di meglio o di peggio
E siccome io, piano piano ma alla fine ci arrivo, ho capito che non ha senso.
Non ci si cava un ragno dal buco pensando ad una realtà parallela e opposta a quella vera.
Non guadagnamo assolutamente nulla nel rammaricarci che le cose non vanno come avrebbero potuto/dovuto e non siamo come potremmo/dovremmo.
Questa è la nostra vita, è il tempo presente quello che abbiamo e che dobbiamo affrontare e combattere non l'ipotetico. Partendo da ciò che c'è già si può lavorare per migliorare.
La vita è una buttana, lo dico sempre: proprio per questo ti dà soddisfazioni che però hanno sempre un costo. Decidiamo noi la tariffa.
Petonets...

domenica 25 ottobre 2009

... DENTISTA IS MY OBSESSION...

La cosa peggiore dell'andare dal dentista è non conoscere con precisione quanti soldi andrai a spendere.
Otturazione del 47, 130 €
Devitalizzazione del 45, con l'anestesia plessica che abbiamo dovuto fare, viene in tutto 110€
L'ablazione del tartaro viene a costare 60€
Che? Cosa? Io no capire, io no essere dentista...penso guardando allibita la tipa che continua tranquilla a parlare come se stesse elncando la lista della spesa.
Inoltre, a causa della disodontiasi dovremmo pratica un'avulsione chirurgica, intanto prenda un antinfiamotorio e le fissò il prossimo appuntamento.
Io essere venuta in pace, io no capire,io volere, io solo male a un dente avevo!
Ti prego abbia pietà di me..io sono una semplice pasticcera. Faccio torte, mescolo farina e zucchero...
Non ti capisco!!!!! Cos'è un'ablazione del tartaro? e l'avuu, l'avu non so che?
Alla fine, ubriaca di termini incomprensibili, prago diligentemente e me ne vado.
Furiosa del fatto che ho pagato solo sulla fiducia mi chiedo:
perchè tu, dottore, parli a me, pasticcera, coi tuoi estrosi termini tecnici?
Cosa volevi dire tu, impiegato di banca, quando mi hai detto "con questo conto potrai usufruire di più plastic money.?
E poi, mi rivolgo agli assagiatori di vino, che cos'è un vino tannico?

giovedì 8 ottobre 2009

... LO SO PERCHE' LO SENTO...

Aspettare la morte significa aspettare la rivelazione della verità o della menzogna.
Aspettare la morte vuol dire aspettare di vedere la faccia delle cose che non sono cambiate fino a quel momento.
Aspettare la morte significa essere senza speranza, il che è alla base di ogni attività umana. Quindi essere senza speranza significa giuà in sè essere morti.
Aspettare la morte di qualcun'altro è bruttissimo, è cattivo, è ignobile, è disumano, è la quinta essenza del male che è dentro di sè.
Io non aspetto la morte di nessuno per riavere quello che è mio. Perchè io ho speranza.
Chi è senza speranza è fuori dalla mia vita.

martedì 22 settembre 2009

... TUTTI I NUMERI DELLA PROPRIA VITA...


Ero lì, ferma, immobile e pensavo: dai, dai, vieni in mente! Forza, non puoi averle dimenticate! 5165 si! queste sono sicure ma l'altra che manca dove la metto?
Avevo dimenticato il numero della carta postepay. Ero praticamente in meditazione davanti al bancomat che per la terza volta mi credeva un impostore, vaglielo a spieare a quella macchina che mi mancava un numero, solo un numero.
Fu lì che ho avuto il lampo di genio: MA QUANTI CAVOLO DI NUMERI CI DOBBIAMO RICORDARE NELLA NOSTRA VITA DI UOMINI TECNOLOGICUS?
Mia nonna non aveva questo fardello da tenere a mente, sapeva che anche se dimenticava il numero di telefono (fisso) di casa di sua sorella lo avrebbe trovato sull'agenda.
Noi invece se dimentichiamo il pin del cellulare non ricordiamo neanche il numero civico di casa nostra perchè anche quello era memorizzato nel tom tom; così come non possiamo permetterci di dimenticare il numero della carta di credito, il numero di riconoscimento dell'allarme di casa, i numeri della scheda per noleggiare i film, il codice PUK per sbloccare il telefono se sbagliamo per tre volte a inserire il PIN, la matricola universitaria.... Oddio! Il nostro cervello è intasato di numeri!
E le password? Per accendere il computer, per leggere le mail, per entrare in facebook, in messenger, per utilizzare i servizi on line della segreteria dell'università, per scrivere sul proprio blog, per fare qualsiasi cosa.
La tecnologia è una cosa meravigliosa , lo so..ma in questo momento, quando sto quasi sbroccando perchè non posso vedere quanti sono e se ci sono i miei sudati risparmi di una vita, ora in cui sono cosciente che quel numero completo non ce l'ho scritto più da nessuna parte perchè credevo fosse tanto semplice che fosse impossibile dimetnicare..adesso ho deciso di fornirmi un'agenda grande quanto tutta la borsa e grossa come le pagine bianche per sopravvivere a questo groviglio di numeri e parole senza senso! E in culo la sicurezza!

martedì 1 settembre 2009

... UN PROFUMO SENZA BOTTIGLIA...

Sincera? Allora sarò sincera: non riesco a trovare un'introduzione al tema che voglio toccare. La soluzione quindi è andare dritta al sodo.
IL TAGLIO DEI CAPELLI E' UN MOMENTO CRUCIALE NELLA VITA DI UNA DONNA.
State ridendo? Ok, magari non lo è per tutte...ma per molte si..Quindi smettete di sghignazzare.
I capelli sono molto spesso legati alle aspirazioni, alle lune ( di cui noi siamo mooolto dotate), sono il simbolo di promesse fatte con se stesse o di colpi di coda imbizzarriti.
Sansone aveva nei capelli la propria forza, i figli dei fiori ne facevano un veicolo di pace, disobbedienza e di ritorno alla natura, i nobili francesi del 700 esaltavano la propria posizione sociale attraverso un'acconciatura esageratamente finta. E noi donne? Noi donne cambiando il look stiamo sottoscrivendo un inizio per un nuovo sè. Chi ben comincia è a metà dell'opera si sa... e noi iniziamo spesso dai capelli.
Corti, lunghi, a zero, sparati in aria, asimmettrici, orribili, colorati, strani, tutti tirati indietro.. come sono dipende da quanto deve essere grande la rivoluzione...
Ad esempio io mi tagliai i capelli a zero, stile "soldato Jane", per il matrimonio di mia sorella... in senso di ribellione per come quelle della mia famiglia mi avevano conciata... vabbè dai... certi ricordi fanno male all'autostima..
Avete ragione voi uomini a definirci "complicate", delle volte non vi biasimo affatto...vi lascio con colui che coi suoi capelli mi ha fatto innamorare per un intero decennio.

PS. Ho la sensazione che domani tutte le mie lettrici ( oh come sono emozionata al cospetto di questa parola!) andranno dai rispettivi parrucchieri... Quindi un loro contributo economico e volontario per questo mio modesta " spinta motivazionale" non sarrebbe affatto sgradito.
Besos.

venerdì 7 agosto 2009

... L'AMORE NON BASTA ...

“L’amore non basta. L’amore è necessario ma non basta.”
I suoi occhi neri spalancati al mondo che solo ora riesce nuovamente a guardare in faccia.
Le sue parole calibrate, consapevoli, prive di metafore ma disilluse.
I suo capelli nero corvino, corti, pronti a nuova vita.

Finalmente ho trovato la risposta alla mia domanda dell'anno. "L'amore basta?"
Ma ora si ripropone un'altra, prende forma dallo stomaco, si insinua nelle vene e poi sale sale fino al cervello non avendo il coraggio di uscire e farsi scorgere attraverso le parole.
" Allora? Che cos'altro ci vuole? E' solo un qualcosa da relegare alla responsabilità del destino oppure possiamo scrivere un specie di vademecum del buon amore? "


mercoledì 5 agosto 2009

... DEL PRINCIPIO....

Sono risollevata che sia iniziato Agosto, che tra un pò finirà, e che soprattutto passerà quest'estate e inizierà settembre: il mese dell'inizio per eccellenza.
A settembre inizia la scuola, a settembre si inizia ogni anno la dieta, a settembre ci si risveglia dall'afa estiva e si risente la brezza sul viso.
Adoro settembre, adoro il principio di ogni cosa: l'incipit di un nuovo racconto; la sensazione di metodo che provo la prima settimana di dieta ( è inutile starvi a dire come finisce..); una nuova scommessa con se stessi; l'inizio di un lavoro ( questo lo si può solamente sperare di questi tempi); il cominciare una relazione che non sai come finirà e in cui tutto ti stupisce; far rosolare la cipolla per cucinare un piatto di pasta alla persona che ami ripassando a mente tutti i passaggi giusti; cominciare a leggere un libro non sapendo che sarà uno dei libri che ti segnerà la vita o uno di quelli che ti annoierà a morte; iniziare una nuova moleskine calibrandi e meditando per bene sulle parole da scrivere e la forma; fare un nuovo progetto per la tua vita.
il cominciare qualcosa di diverso mi inebria. E mi auguro che nella mia vita abbia sempre la possibilità di farlo...
Che settembre arrivi presto dunque.. e che passi come passano le scelte.

venerdì 10 luglio 2009

"...QUESTA E' LA NOSTRA CITTA', SIAMO STANCHE DEI VOSTRI GALA'"...

Quello che non si ascolta, quello che non si vuole cercare di capire.
Sono fermamente convinta che il G8 a l'Aquila è totalmente irrispettoso.

lunedì 6 luglio 2009

.. E SE...

E se... ci fosse una scossa di magnitudo 7.5 della scala Richter l'8 luglio alle ore 20.30...
E se l'epicentro fosse la tavolata in cui si sta svolgendo il pranzo di lavoro con gli otto grandi del mondo...
La colonna portante della sala crollerebbe su Mister Berlusconi che si era nascosto in attesa di fare "Cucù" alla Merkel: lo si ritroverebbe senza vita con l'elmetto giallo in testa e con il cartello, che ha scritto durante l'agonia, " Non c'è nessun pericolo".
Di Mister Sarkozy non si troverebbe più nessuna traccia perchè al momento della "catastrofe" si trovava in bagno: l'ultima traccia del suo onorato vissuto sarebbe il cellulare, con l'ultimo messaggio inviato alla sua bella Carla "MON AMOUR, ICI C'EST UNA ROPTURE DES COGLIONS.. VURRIA ETER CHEZ TOI A FAIRE LA PECORELL... IL N' Y A PAS NEMMEN UNA TROIA , D'AQUELLES DEL ITALIEN BAS...AVEC AMOUR "
Mister Gordon Brown e la Merkel si ritroverebbero morti non per la scossa ma per tracannamento di cibo dovuto al forte impatto emotivo che la situazione ha provocato in loro, mentre il primo ministro giapponese Taro Aso al momento dell'accaduto sarebbe stato impegnato a discutere placatamente e civilmente con Mister Medvedev sulle regole dello shangai: i corpi, al momento del ritrovamento, sarebbero sospettosamente crivellati di buchi di un diametro di pochi millimetri.
Fortunatamente solo Mister Obama si salverebbe perchè grazie alla sua "abbronzatura" è stato visibile immediatamente dai soccorritori e, fonti non certe rivelerebbero che al suo ritorno in America avrebbe dichiarata a sua moglie: " STI EUROPEI SONO PROPRIO RINCOGLIONITI. AMORE MIO CI TOCCA LAVORARE ANCHE PER LORO."
Così il successivo INCONTRO DEI GRANDI DEL MOOOONDOOO si organizzerebbe in tanzania, in una baraccopoli di Nairobi, in una favela di Rio de Janeiro, nella striscia di Gaza, dove i loro pomposi summit potrebbero gentilmente andare a fanculo perchè chi si autodefinisce grande del mondo escludendo la parte di pianeta che fa si che la sua ricchezza aumenti, è solamente un nano con il plantare rialzante nelle scarpe.

giovedì 25 giugno 2009

...LE PATATE "PAESANE" SONO PIU' BELLE...


E oggi sono stata all'evento di questo giovedì piovigginoso galatinese: l'apertura del LIDL.
( ultimamente non faccio attvità differenti, a quanto pare.)
Librerie spagnole, gelati, cioccolata e corn flakes ( con la pronuncia del mio tesoro, però ...- se ci sei batti un colpo a proposito-) tedeschi, a prezzi modici e intriganti.
Da questo scintillio di offerte mi è tornata in mente una notizia ascoltata distrattamente in un tg locale: le patate di Galatina (LE) quest'anno non sono state vendute, costringendo gli agricoltori a buttarle, perchè la gente ha comprato quelle che troviamo nella maggior parte dei supermercati, quelle d'importazione, di cui non sappiamo esattamente l'origine.
Certo che però delle volte siamo proprio stupidi: non solo consumiamo frutta, verdura, ortaggi etc d'importazione, con tutto quello che comporta; in più questo a discapito del nostro stesso territorio che autonomamente già produce per il fabbisogno di tutti, con maggiore qualità perchè al merce non è soggetta a lunghi viaggi per arrivare a noi.
Praticamente diamo i nostri soldi a chi viene da fuori, quando potremmo comprare "paesano" con cui ne trarrebbe beneficio la nostra alimentazione e la nostra economia locale.
E quando ci svegliamo?

martedì 23 giugno 2009

...SCENE DA IKEA...


Tema: un pomeriggio all'Ikea.
Svolgimento: delirio.
Gente, tanta gente, troppa gente che per non perdermi con il mio ragazzo ho dovuto montarmi una lampada rossa in testa; bambini, tanti bambini urlanti, piangenti, correnti, che si dondolavano pericolosamente da dentro il carrello rischiando di cadere e poi doversi farsi rimontare la faccia "seguendo le istruzioni allegate alla confezione".
E poi, file, code ovunque: in bagno, alle casse, per vedere da vicino quella scrivania che fa anche da salvadanaio e porta biancheria... sempre però stando attenta che gli angoli appuntinti della lavagnetta magnetica quadrata che hai finalmente trovato, non si conficchino nella schiena o nel costato del padre di famiglia incazzato che hai dietro .:durante la manovra di marcia-indietro.
Ma quello che più mi ha lasciato allibita a pensare "Questi svedesi sono un fenomeno da studiare" è stato il momento del bar- già perchè loro hanno pensato anche a come fare a rilassarti un attimo dopo aver visto centinaia di sedie, miliardi di scaffali, pile di piatti, e distese e distese di lenzuola a tinta unica o fantasia. Una cooppetta gelato alla modica cifra dim 90 centesimi. Alla cassa di appioppano però solo la coppetta e il fazzolettino.. il resto lo fai tu con la macchinetta automatica che ti fa tutto da sola, basta che tu prema il bottone col gusto che vuoi.
Ovviamente, la prima cosa che ho pensato è stata come si può fregare la tecnologia: ci si potrebbe riuscire non mangiando la coppetta per riutilizzarla...

sabato 20 giugno 2009

...NON ERO SULL'AEREO DELL'AIRFRANCE...

Non sono stata arrestata con la legge sulla libertà dei blogger.
Non sono stata ad un party a villa certosa.
Non mi hanno tolto il passaporto a Teheran.
Non mi hanno chiusa nella cabina elettorale perchè ero indecisa e non mi sbrigavo.
Ho solo trascorso un mese strano.
E allora? Che vi siete persi? Io ho visto un bel pò di film (the millionaire è geniale), ho letto tanto e ho iniziato a scoprire e maneggiare gli strumenti della graifca, del cucito e della mia anima.
E io? Che mi sono persa? Nonostante il decoder digitale con cui posso vedere alcuni canali spagnoli, non sono riuscita a dribblare le notizie giornaliere: "Isso" ed i suoi harem; tutti i complotti del mondo; la rivolta degli studenti iraniani che dà spranza; la formula uno che si sfalda proprio ora che iniziavo a capire perchè compare sotto la voce "sport"; la programmazione esiva con il culo di Belen Rodrtiguez e relative fossette, con maestrale inquadratura dal basso, che fa da traino al tg. Ahi! Vecchia, piccola, Italia!
Baciossimiz!

domenica 3 maggio 2009

...NO PACE, NO JOLANDA...



Ragazze, abbiamo un grande potere e non lo sappiamo.
Le donne kenyane invece lo sanno molto bene : le attiviste del G-10, un gruppo che raccoglie organizzazioni femminili, hanno deciso a negare ai rispettivi mariti o compagni le loro grazie per una intera settimana per le continue beghe all’interno della coalizione governativa che paralizzano il Paese. Non solo: per evitare l’inserimento di potenziali «crumire», le attiviste hanno sollecitato le prostitute del Paese africano a non essere da meno: incrociate le braccia!
Grandi, grandi, grandi...
Ma poi, se ci pensiamo bene..in fondo è la stessa cosa che sta facendo la povera ( in senso esclusivamente affettivo) Veronica Lario in Berlusconi.
Io l'ho sempre chiamato FIGA POWER, ovvero quello strano ascendente che ci permette di cambiare una borsa appena comprata per un'altra che abbiamo visto al negozio più avanti, (dicendo: " E' che devo prendere il treno per andare all'università e mi sono accorta di aver finito i soldi"); è la ragione per cui esistono le serate in discoteca in cui la donna entra gratis ( e tutti gli uomini sborsano fior di quattrini per entrare); è la forza, insieme alla forza di gravità e la rotazione terrestre, che ha da sempre fatto girare il mondo.
Perchè scoppiò la guerra di troia? per una donna.
Quale immagine è la più usata nella pubblicità? Quella della donna.
Dante per chi stava male quando scriveva la divina commedia? Per una donna.
E ci metto la mano sul fuoco che Volta inventò la lampadina perchè alla sua donna non piaceva farlo al buio...
Dunque, donne, PRENDETE LA FALCE E IMPUGNATE IL MARTELLO, SCENDETE GIU' IN PIAZZA E PICCHIATE CON QUELLO!
Ora vado a convincere il mio ragazzo a portarmi a Genova...

lunedì 27 aprile 2009

...SIAMO TUTTI MAFIOSI...

Credo che siamo tutti mafiosi.
La mafia non sono solamente i Casalesi, i Corleone, Cosa Nostra o La Sacra Corona Unita. Non sono le loro armi a spaventarmi di più.
E' il pensiero incosciente che giace in tutti noi; il sottostrato mafioso che ci accomuna: quello che ci porta a voler essere sempre un passo avanti in più degli altri, più furbo, più potente,sempre più degli altri in qualcosa.
Parlo del pensiero recondito che c'è dietro frasi tipo "Meno male che conoscevo il vigile" " Fai il mio nome per quel colloquio" "digli che ti mando io" "conosciamo il tale che si occupa di queste pratiche" etc etc.
Questo è il subpensiero mafioso, da questo verme nasce la camorra che cresce esponenzialmente quando associato al denaro.
Mafiosi siamo anche noi crediamo che in molte situazioni la nostra persona venga prima delle regole, dei paletti, delle leggi, della sottile linea che è tracciata per delimitare la nostra libertà affinchè non intacchi quella degli altri. Quando non abbiamo rispetto.

mercoledì 15 aprile 2009

...RESURREZIONE...


Mia sorella mi ha detto: "Ma perchè tutto sto casino per Santoro? Lui ha fatto solo emergere un'altra prospettiva". Ora, se lo dice lei che sostiene anche " Ma perchè Saviano non si è fatto i fatti suoi? Che non si lamenti allora dei problemi che ha.." ritengo che la questione sia estrememamente grave.
Si legge di sciacallaggio delle emozioni, di indecenza... e se vogliamo ritornare ai vecchi tempi di USO CRIMINOSO DELLA TELEVISONE PUBBLICA...( rido solo a ricordare il tono della Guzzanti quando lo imita).
Io l'ho vista la trasmissione di giovedì e quello che ha sempre ribadito il diretto interessato è stato che il suo bersaglio era l'approfondimento sulla fase di organizzazione e preparazione ad un eventuale evento sismico, a maggior ragione se questa popolazione era da più di un mese che viveva in compagnia delle scosse.
In questa direzione poi, ci sono stati certamente dei piccoli momenti di demagogia, attacchi alla persona di Bertolaso, critiche pesanti al governo sul tema delle mega opere come il ponte sullo stretto in comparazione con i fondi necessari alla ricostruzione, e quanto tutti ci avremmo guadagnato se ci fossero stati dei controlli sulla legalità degli edifici in tempi non sospetti.
Ma tutto questo non è nuovo: è il modo di fare giornalismo di Santoro, ed è per questo che o si ama o si odia.
Quindi critichiamolo pure se non ci va giù, ma non mettiamo in mezzo vigilanze e commissioni d'approfondimento, perchè se di sciacallaggio delle emozioni vogliamo parlare vigiliamo anche sui cronisti che mettono in bocca agli sfollati un microfono e chiedono: "Come sta signora?".
L'opinione più equilibrata mi sembra quella di Lucia Annunziata, la stessa che si alzò e se ne andò da Annozero:

Non si puo' negare il fatto che la trasmissione di Santoro e' stata la prima a fare approfondimento, gli va dato il merito che e' stato il primo momento in cui si e' fermato il flusso della cronaca e si e' cercato di entrare nei dettagli. Il Governo ha legittimita' a criticare come Santoro critica il Governo, come io posso criticare Santoro, ma il diritto di criticare una trasmissione non significa passare editorialmente alla conclusione che la trasmissione si debba chiudere, questo sarebbe intollerabile. Credo alla libera critica in libero stato, questo non significa prendere provvedimenti o censurare...Non credo Santoro abbia portato prove che i soccorsi non stavano funzionando, cosi' come credo che non ci fossero offese ai funzionari dello Stato, mi sembra la solita storia, spesso si sovrappone il tono a quelle che invece sono le questioni centrali, e lo dice una che con Santoro ha litigato recentemente e anzi, penso che il litigio tra me e Santoro e' la prova del grande valore del servizio pubblico: piu' discussione, piu' trasparenza, uno scontro cosi' non lo avreste mai avuto, ne' a Mediaset ne' a Sky'"

venerdì 6 marzo 2009

...ALLARME DEMAGOGIA...


Voglio essere chiara e coincisa.
I dati del ministero dell'interno dicono in modo oggettivo che 6 violenze su 10 sono perpetuate da cittadini di nazionalità italiana.
E allora perchè non si fa altro che parlare di allarme immigrazione in stretta relazione con la sconcertante ondata di stupri e violenze? Perchè il vero allarme è quella della comunicazione: demagogica, pilotata e propagandistica.
Intendiamoci: non voglio nè santificare nè tanto meno ho la pretesa di analizzare in queste quattro modeste parole i fatti, le persone di altra etnia che hanno commesso questo tipo di abusi, con o senza prova del DNA.
Ho solo la brutta sensazione che si stia gridando "al lupo al lupo!"fuori dalla finestra per fare chiasso e non ascoltare il cacciatore che spara dentro casa.
Non trovo altra spiegazione alle copertine dei tg di un quarto d'ora per lo stupro di San Valentino, i lunghi soliloqui di sindaci, prefetti e roba bella, tutti gli speciali e gli approfondimenti con la medesima direzione accusatoria: EXTRACOMUNITARIO ( una definizione orribile) VIOLENTA.
Della donna rumena di Roma, di quella di Trapani, e chissà di quante altre che provano lo stesso dolore per colpa di un italiano, non si sa nulla. La loro condizione di EXTRACOMUNITARIE non le rende degne di nota, o semplicemente non sono funzionali per creare un clima di razzismo tra vicini?

martedì 24 febbraio 2009

... DEL FESTIVAL ...


Il festival della canzone italiana di Sanremo non morirà.
Può essere moribondo, malatuccio, colassato..ma non scomparirà.
Perchè fa parte del nostro background culturale, della nostra "italianità", è uno degli eventi caratterizzanti della nostra società.
Di certo la maggior parte delle canzoni presentate sul quel palcoscenico non hanno alcun risvolto radiofonico; è ancor più impensabile di una "rivoluzione culturale" per cui il festival si avvicina realmente alla musica che i giovani ascoltano ( anche se le sperimentazioni di Bonolis in questa edizione e in quella del 2005 meritano un applauso); ma, per utilizzare uno stracitato slogan, "sanremo è sanremo".
Penso anche che nonostante le premesse di ogni anno rivolte al "mettere al centro dello spettacolo la musica", io, noi guardiamo il festival perchè è essenzialmente un fenomeno di costume: le polemiche, le curiosità, il vestito di quella, il tacco di quell'altra, aspettare con la bava alla bocca se qualcuno cade dalla funambola strada, le luci, la scenografia, il colpo di scena della tipa nuda, il superospite etc etc..
Voi rinuncereste mai al pranzo della domenica?
Il festival è frutto dello stesso meccanismo.
Le radio e noi consumatori di musica, poi, daremo il vero televoto alla musica come dimensione propria, attraverso l'ascolto senza merletti.
Per cinque giorni però... se ne deve parlare.
Altrimenti..come faremo senza il gioco "chi si ricorda la canzone che ha vinto sanremo?"